Settembre 2012 - Reflection

Reflection || (c) Nicola Pezzotta
Ore 8.40. Le ultime nuvole basse, che prima ricoprivano ogni cosa, stanno andando via lasciando dietro di se un senso di quiete e aprendo le porte ad un sole che, finalmente, inizia a rendere più gradevole l'aria del mattino settembrino. Il Lago di Fiastra mantiene il suo fascino in ogni stagione dell'anno, ed oggi più che mai con questo gioco di specchi. Mi avvicino al pannello informativo affisso dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini, proprio vicino alla diga, e leggo.

"La costruzione della diga nella valle del Fiastrone è stata avviata nel 1950 ed ultimata nel 1954 dall'UNES. L'invaso idroelettrico trasferito all'ENEL nel 1963, oggi conosciuto come il Lago di Fiastra, è il più grande delle Marche.
La diga del Lago di Fiastra, di tipo simmetrico ad arco di gravità, è stata realizzata in calcestruzzo armato. L'altezza è di 87 metri e lo sviluppo, in lunghezza, del suo coronamento e di 254 metri. Il peso della struttura le permette, inoltre, di resistere alla pressione esercitata dalla notevole massa d'acqua.
L'invaso ha, infatti, una capacità di 20 milioni di metri cubi ed un'estensione di circa 1 chilometro quadrato. Esso alimenta la centrale ENEL di produzione di energia elettrica di Valcimarra, dove l'acqua giunge attraverso una condotta forzata sotterranea lunga 8800 metri e dopo un salto finale di 330 metri".

Non sapevo che alimentasse la centrale di Valcimarra. Ora che ci penso la condotta l'ho anche vista, proprio il giorno in cui sono andato ad esplorare l'abbazia perduta nel bosco (Maggio 2012 - Una sorpresa nel bosco).

Il tempo passa. Scatto un ultima foto e via per una nuova avventura!

P.S.: se vi piacciono le dighe, vi consiglio di leggervi un mio vecchio post sulla Diga del Furlo (Gola del Furlo/1: Evoluzione di un paesaggio)

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Posted by Nicola Pezzotta | a giovedì, settembre 27, 2012

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